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Brands Report 2026: Cosa Si Beve Nei Migliori Bar Del Mondo

Ogni anno il Brands Report pubblicato da Drinks International rappresenta uno degli strumenti più utili per capire qual è l’andamento del consumo di distillati nei cocktail bar di alto livello.
Non si tratta di una classifica di qualità, né di una guida per l’acquisto: è una fotografia del bere reale dietro al bancone, fatta di volumi, cocktail, servizio e scelte operative.
Il Brands Report 2026 conferma molte dinamiche già emerse nel 2025, e spunti interessanti sull’evoluzione di categorie come rum, tequila, mezcal e cachaça.

Perché il Brands Report è Così Tanto Atteso dai Bartender

Il valore del Brands Report non sta nell’identificare quali siano i “migliori” distillati, ma nel mostrare quali brand vengono realmente utilizzati nei migliori cocktail bar del mondo.
È uno strumento utile ai bartender per capire tendenze e mercato in quanto:

  • si basa su dati raccolti direttamente dai bar
  • distingue chiaramente tra vendite reali e percezione di tendenza
  • riflette le esigenze concrete del servizio quotidiano.

Per questi motivi è utile sia ai professionisti del settore, sia agli appassionati che vogliono capire come e perché certi distillati dominano la miscelazione contemporanea.

Come Nasce e Cosa Rappresenta il Brand Report 2026

Come chiarito all’interno del documento, il Brands Report 2026 si fonda su un panel selezionato di cocktail bar di alto profilo, scelti principalmente tra i locali presenti nelle liste di The World’s 50 Best Bars (la principale classifica internazionale dedicata ai cocktail bar).
Nel 2026 il panel coinvolge bar provenienti da 26 Paesi, confermando un approccio fortemente internazionale ma mirato: non una fotografia del mercato globale, bensì dell’élite del bar contemporaneo.
All’interno di questo contesto si inserisce la distribuzione geografica dei locali coinvolti, che aiuta a leggere correttamente molte delle dinamiche emerse nel report.

Distribuzione Geografica dei Bar nel 2026

Credits Drinks International

Ecco la distribuzione geografica dei bar interpellati nel Brands Report 2026

  • Europa: 47%
  • Asia: 24%
  • Nord America: 13%
  • Sud America: 12%
  • Australia: 2%
  • Africa & Medio Oriente: 2%

Europa e Asia sono i continenti più rappresentati, con una maggiore concentrazione rispetto all’edizione 2025. Perde terreno la rappresentanza di Nord e Sud America. Costanti Australia, Africa e Medio Oriente.

Bestselling, Top Trending e Bartenders’ Choice: Cosa Significano

Uno degli elementi su cui si fonda il Brands Report è la distinzione tra tre classifiche concettualmente diverse, spesso confuse tra loro.
I bestselling brands sono i marchi usati di più nei bar interpellati: un dato basato sui volumi reali, legato a prezzo, disponibilità e funzionalità in miscelazione.
I top trending brands indicano i marchi percepiti in crescita dai bartender. Non sempre coincidono con i bestseller, ma spesso anticipano futuri cambiamenti di mercato.
La Bartenders’ Choice, infine, è la classifica più “personale”: raccoglie i brand con cui i bartender dichiarano di amare lavorare di più, indipendentemente dai volumi. Qui entrano in gioco fattori come relazione con il brand, assistenza, identità e affinità stilistica.

Bartender’s Choise 2026: il Brand di Distillati Preferito dai Bartender

Classifica Brands Distillati Preferiti Dai Bartenders 2026
Credits Drinks International

Iniziamo subito con la Bartenders’ Choice: la classifica dei Brands preferiti dai bartender. Nel 2026 la classifica restituisce un quadro molto chiaro che conferma l’andamento del 2025:

  • Gin e agave rafforzano la loro presenza, con Fords Gin al primo posto, e top tre a tutto gin. Ben rappresentati i distillati di agave con marchi come Ocho, Fortaleza, The Lost Explorer e Tapatio.
  • I Whisky perdono nomi importanti come The Macallan e Nikka
  • L’Italia non è più rappresentata da Campari, ma resta presente in classifica con Altamura Vodka
  • Nessuna presenza di brand di rum, come nel 2025

Ciò che emerge con chiarezza è che, oltre al gusto personale, un brand diventa “preferito” quando garantisce:

  • reperibilità costante
  • qualità della comunicazione
  • formazione e supporto al bar
  • presenza attiva nella comunità dei bartender

La Bartenders’ Choice non dice cosa si vende di più, ma cosa viene scelto, ed è per questo che offre un’informazione molto utile a distributori e produttori di distillati.

I Brand di Distillati più Usati in Miscelazione

Quando si parla di “brand più utilizzati” nel Brands Report, non ci si riferisce ai più complessi, iconici o qualitativamente superiori. In questa selezione sono molti i fattori che entrano in gioco, dalla reperibilità al prezzo, dalla capacità di essere miscelato alle richieste dei consumatori.
Nel contesto del bar contemporaneo, un distillato deve permettere al bartender di concentrarsi sul drink, non sulla bottiglia.
Dai dati del report, dove vengono analizzati i principali cocktail, emergono questi risultati:

  • Rum: Bacardi, Havana Club, Planteray
  • Mezcal: Siete Misterios, Del Maguey, Ilegal
  • Tequila: Olmeca Altos, Don Julio, Patrón
  • Gin: Tanqueray, Fords, Beefeater
  • Vodka: Ketel One, Grey Goose, Stoli
  • Bourbon: Bulleit, Michter’s, Maker’s Mark
  • Scotch: Johnnie Walker, Monkey Shoulder, Dewar’s
  • Irish Whisky: Jameson, Tullamore Dew, Bushmills

Questi dati derivano esclusivamente dall’analisi della sezione del Brands Report 2026 dedicata ai cocktail, considerando solo le citazioni esplicite dei brand associate ai drink analizzati.

Classifica Gruppi Secondo Brands Report 2026

Classifica Brands Report 2026 Società Distillati per Presenza
Credits Drinks International

Oltre alle classifiche dedicate ai singoli brand, il Brands Report 2026 include una sezione specifica intitolata “Performance by Group”, che analizza le performance complessive dei grandi gruppi internazionali all’interno del report.
Questa classifica non misura il valore qualitativo dei prodotti, ma il rendimento dei gruppi sulla base dei risultati ottenuti dai loro brand nelle diverse categorie.
Il ranking utilizza un sistema di punteggio ponderato:

  • 10 punti per un primo posto
  • 1 punto per un decimo posto
  • moltiplicatore in base al tipo di distillato e al suo peso nel mercato

Con queste metriche, la classifica risponde a questa domanda: quali gruppi riescono a posizionare più brand nelle classifiche chiave?

Nel 2026 la classifica “Performance by Group” vede al primo posto Diageo, seguita da Bacardi e Pernod Ricard. L’italiana Campari si posiziona al quarto posto.

I Trend del 2026 secondo Brands Report

Il report 2026 conferma un mercato sempre più cocktail-driven: la bottiglia è funzionale al drink e non il contrario.
Gin e tequila continuano a dominare per volumi e per percezione, grazie alla loro versatilità e all’andamento del mercato dei consumatori. Il whisky mostra segnali di minore centralità nella conversazione rispetto ad altre categorie. Il rum resta una categoria fondamentale in miscelazione, ma meno centrale quando si entra nel mondo del “dimmi il tuo brand preferito”. Il mezcal è in crescita più a livello di “percezione” che di volumi assoluti di vendita. Il tequila si conferma un distillato maturo e protagonista della miscelazione.

All’interno di Rhummer ho approfondito i distillati di mio interesse con articoli dedicati, mettendo a confronto i dati con l’edizione 2025:

A Chi è Utile Brands Report 2026

Come usare il Brands Report 2026?

Questa analisi racconta ciò che accade nei migliori cocktail bar del mondo, in un contesto altamente professionale, competitivo e orientato al servizio. Il suo valore cambia a seconda di chi lo legge.
Per gli appassionati, il Brands Report è utile per capire dove sta andando il mondo del bar internazionale: quali distillati stanno diventando centrali, quali linguaggi funzionano davvero dietro al bancone e quali categorie stanno perdendo peso.
Per i produttori, è uno strumento di posizionamento. Non dice se un brand è “buono” o “cattivo”, ma quanto è presente, riconoscibile e funzionale nel contesto dei migliori bar. È utile per capire come il proprio marchio viene percepito, se è considerato uno strumento di lavoro o solo un nome da scaffale e dove intervenire su comunicazione, formazione e supporto al canale bar.
Per i bartender, il Brands Report è uno specchio del proprio ecosistema professionale e un termine di confronto con ciò che accade nei migliori bar internazionali.
Per i consumatori, infine, il Brands Report non è una guida all’acquisto immediata. Serve a capire perché certi brand sono ovunque nei cocktail bar e altri no, perché alcune bottiglie funzionano meglio nei drink e perché la qualità, nel bar, è spesso legata alla ripetibilità del risultato, più che all’eccezionalità del singolo prodotto.

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