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Clairin: il Progetto Spirit of Haiti di Velier

Clairin – The Spirit Of Haiti è un brand creato da Velier per selezionare e imbottigliare distillati tradizionali haitiani. Il progetto nasce con l’obiettivo di preservare pratiche produttive locali, spesso escluse dai circuiti industriali, mantenendo l’identità di ogni singola distilleria. Sotto il nome Clairin convivono distillati diversi per origine, canna e fermentazione, spesso associati al mondo del rum, ma profondamente legati a pratiche agricole e artigianali locali.

In Haiti, clairin (kleren in creolo), indica il distillato tradizionale di canna da zucchero, storicamente consumato prevalentemente bianco. È un prodotto profondamente radicato nella cultura locale, legato alla vita quotidiana e ai rituali popolari.

Dalle Origini al Progetto Clairin – The Spirit of Haiti

Le origini del clairin risalgono al XVIII secolo, quando Saint-Domingue era la principale colonia francese produttrice di zucchero. La lavorazione della canna da zucchero generava sottoprodotti fermentabili, utilizzati localmente per la distillazione. In questo contesto nascono distillati rustici, destinati al consumo interno e strettamente legati al territorio, senza una vocazione commerciale strutturata.

Con la rivoluzione haitiana e l’abolizione della schiavitù nel 1804, Haiti subì un isolamento internazionale sia sul piano politico che su quello economico. Il limitato sviluppo di strutture industriali portò ad una produzione di distillati frammentata e locale, affidata a pratiche agricole e artigianali autonome, tramandate al di fuori dei modelli standardizzati di altre isole caraibiche.

Nel corso del XIX e XX secolo questa situazione favorisce una produzione estremamente diffusa. In Haiti si sviluppano centinaia di piccole distillerie agricole, spesso legate a singole famiglie o comunità rurali. Ogni produttore utilizza canne locali, fermentazioni spontanee e attrezzature semplici, dando origine a distillati molto diversi tra loro per profilo aromatico e carattere.

Nel 2012, Velier avvia un lavoro di ricerca sul campo in Haiti, entrando in contatto con questa realtà produttiva poco documentata e profondamente eterogenea. Questo percorso porta, nel 2013, alla nascita di Clairin – The Spirit of Haiti come brand dedicato ai rum tradizionali haitiani, con l’obiettivo di preservarli e renderli accessibili senza snaturarne l’identità.

Metodo Produttivo del Clairin: Fermentazione, Distillazione e Stile

I Clairin selezionati all’interno del progetto Clairin – The Spirit of Haiti condividono alcuni principi produttivi, pur mantenendo identità molto diverse tra loro. La materia prima è la canna da zucchero fresca, coltivata localmente e lavorata senza processi industriali standardizzati.

La fermentazione avviene in modo spontaneo, con lieviti selvaggi e tempi lunghi. Questo passaggio è uno degli elementi che più influenzano il profilo aromatico, contribuendo a note spesso intense, rustiche e non addomesticate.

La distillazione è essenzialmente discontinua, effettuata con alambicchi semplici e a bassa tecnologia. Il grado di uscita dall’alambicco è mediamente tra i 45% ed i 55% abv. Ne risultano distillati che privilegiano il carattere della materia prima e del territorio, piuttosto che la pulizia o la ripetibilità tipica di produzioni industriali. In questo contesto, il ruolo di Velier non è quello di uniformare lo stile, ma di preservare la diversità all’interno di una selezione coerente.

Le Regole per Entrare nel Progetto The Spirit of Haiti

I Clairin selezionati da Velier devono rispettare alcune caratteristiche. Nasce così un insieme di criteri condivisi, pensati per preservare l’originalità e l’artigianalità del clairin. Il progetto dialoga anche con i principi della fondazione Slow Food, in particolare per quanto riguarda biodiversità e pratiche agricole tradizionali.

• La varietà delle canne deve essere autoctona e non ibridata
• La coltivazione deve essere naturale senza il ricorso a prodotti chimici
• La raccolta deve avvenire a mano
• Il trasporto deve essere fatto secondo i metodi tradizionali
• I lieviti utilizzati durante la fermentazione devono essere lieviti naturali e non selezionati. La fermentazione deve essere prolungata (spesso superiore alle 120 ore)
• La distillazione deve utilizzare alambicchi con massimo 5 piatti di rame a diretto contatto con il fuoco
• L’imbottigliamento deve avvenire a grado di uscita dall’alambicco (fa eccezione il Clairin Communal) e necessariamente ad Haiti

Perchè il clairin è considerato il rum di Haiti

Dal punto di vista tecnico e legale, il clairin rientra nella famiglia dei rum. È ottenuto dalla distillazione del succo di canna da zucchero e, per materia prima, può essere accostato alla lontana ai rum agricoli. In Haiti, tuttavia, il termine “rum” è storicamente meno utilizzato rispetto a “clairin” o “kleren”, che identifica il distillato locale per eccellenza.

Per questo motivo il clairin è spesso definito il rum di Haiti: non come categoria commerciale, ma come espressione tradizionale e culturale del Paese. Un distillato che precede le classificazioni moderne e che mantiene caratteristiche produttive e identitarie proprie, oggi valorizzate attraverso il progetto Clairin – The Spirit of Haiti.

I Produttori Selezionati dal Progetto Clairin – The Spirit of Haiti

All’interno del progetto Clairin – The Spirit of Haiti, ogni distilleria selezionata rappresenta un’espressione distinta del territorio haitiano. Le differenze non riguardano solo la materia prima o la tecnica, ma anche il contesto agricolo, la tradizione locale e l’approccio alla distillazione. È proprio questa pluralità a definire l’identità del brand.

Sajous: tra le espressioni più note del progetto, Sajous è spesso associata a profili intensi e vegetali. La canna è coltivata localmente e lavorata senza standardizzazione, dando origine a clairin di forte impronta territoriale.

Vaval: rappresenta una lettura più ampia e stratificata del clairin, con fermentazioni lunghe e profili aromatici complessi. È una delle distillerie che meglio evidenzia la variabilità interna al progetto.

Casimir: spesso associata a un carattere più secco e diretto. Le sue espressioni riflettono un approccio agricolo essenziale, dove il distillato mantiene un forte legame con la materia prima.

Le Rocher: probabilmente il profilo più distintivo, in parte legato a pratiche fermentative locali. I suoi clairin mostrano come tradizioni comunitarie possano influenzare in modo significativo il risultato finale.

Sonson: completa il quadro con un’interpretazione diversa per struttura e aromaticità. È un esempio chiaro di come, all’interno di principi comuni, ogni produttore mantenga una propria identità riconoscibile.

Nel complesso molti clairin mostrano una marcata impronta vegetale, ma la natura del progetto rende difficile identificare uno stile organolettico univoco.

Gamma Clairin e Posizionamento

La gamma Clairin – The Spirit of Haiti non segue una logica industriale o seriale. Il cuore del progetto è rappresentato dai clairin bianchi, che esprimono in modo diretto il carattere della canna, della fermentazione e della distillazione. Queste versioni costituiscono il riferimento principale per comprendere lo stile di ogni distilleria.

Accanto ai bianchi, nel tempo sono state presentate anche versioni Ansyen o Vieux, sottoposte a periodi di invecchiamento variabili. Queste release non definiscono uno standard produttivo, ma rappresentano esplorazioni puntuali del rapporto tra clairin e maturazione, spesso con risultati molto diversi tra loro.

Nel complesso, la gamma Clairin va letta come un insieme dinamico di espressioni, più vicino a un progetto editoriale che a una linea di prodotto tradizionale. Ogni imbottigliamento riflette un contesto specifico e non è pensato come replica di uno stile predefinito.

 All’interno delle singole recensioni puoi scoprire i tratti caratteristici di ogni imbottigliamento. A questo link il portale del progetto The Spirit of Haiti.

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