Clairin Le Rocher 2018 è un distillato tradizionale haitiano prodotto a Pignon, nel nord di Haiti, da Bethel Romelus presso la Distilleria Le Rocher.
Fa parte del progetto Clairin – The Spirit of Haiti, nato grazie al lavoro di ricerca di Luca Gargano, Daniele Biondi e Velier, che ha portato all’attenzione internazionale una categoria fino a pochi anni fa quasi sconosciuta fuori da Haiti.
Clairin Le Rocher e il Carattere di Pignon
Sul portale Rhummer ho già parlato del progetto Clairin e del ruolo di Velier nella valorizzazione dei distillati tradizionali haitiani. Quindi non serve ripetere tutta la storia. Qui mi soffermo su un punto: Le Rocher è uno dei Clairin più particolari della gamma.
La pagina ufficiale The Spirit of Haiti indica Bethel Romelus come produttore e colloca la distilleria a Pignon. Le Rocher nasce da sirop de canne, cioè sciroppo di canna ottenuto bollendo il succo fresco. Le varietà di canna indicate dalla fonte ufficiale sono Madame Meuze, Canne Blanche e Pete Coca.
Questa scelta produttiva incide molto sul profilo aromatico. Lo sciroppo conserva e concentra parte del carattere della materia prima, ma porta il distillato in una direzione diversa rispetto ai Clairin da puro succo fresco.
Il passaggio più interessante è la fermentazione. The Spirit of Haiti segnala l’aggiunta dei residui delle precedenti distillazioni al fermentato, in una dinamica che ricorda la tradizione dei Grand Arôme o di qualche altro rum giamaicano e, più in generale, alcune pratiche di produzione dei rum ad alta intensità aromatica.
Il risultato è un distillato con un’identità molto marcata. Non raffinato nel senso “classico” del termine, ma complesso, vivo e con una personalità quasi spigolosa.
Degustazione Clairin Le Rocher
La bottiglia oggetto di questa recensione è del lotto distillato nel 2018, ma durante il Mixology Experience ho avuto modo di assaggiare anche il 2020. Le radici son le stesse ma a livello aromatico e degustativo ogni annata ha le sue peculiarità.
La differenza tra le annate è un punto importante. Nei Clairin, più che in molti altri rum, il millesimo può incidere davvero sul profilo finale. Questo dipende da più fattori: varietà di canna, raccolto, fermentazione spontanea, condizioni ambientali, mano del produttore e piccole variazioni di processo. Non siamo davanti a un distillato industriale costruito per essere identico ogni anno.
Produzione
Clairin Le Rocher 2018 è prodotto a partire da sciroppo di canna. Il succo viene prima bollito per ottenere uno sciroppo, poi avviato alla fermentazione con lieviti indigeni. Durante questa fase vengono aggiunti residui delle precedenti distillazioni, così da aumentare la carica aromatica del fermentato. Dalle fonti a mia disposizione risulta che viene aggiunto circa il 30% di vinasse.
La distillazione avviene in alambicco pot still alimentato a fuoco diretto. Il distillato viene poi imbottigliato senza riduzioni, senza invecchiamento, alla gradazione di 49,8%. Una gradazione bassissima di uscita dall’alambicco che permette di mantenere molte componenti aromatiche.
Il dato sugli esteri riportato per questa bottiglia è di 125,4 gr/hlpa. Non siamo su numeri estremi da rum giamaicano high ester, ma il profilo resta comunque molto espressivo. La sensazione di intensità, infatti, non arriva solo dagli esteri. Arriva anche dalla materia prima, dalla fermentazione e da quel carattere haitiano che ha poco a che vedere con la standardizzazione.
Il produttore è Bethel Romelus.
Caratteristiche Sensoriali
Colore
Cristallino.
Naso
Il naso è funky e molto particolare. Le prime note vanno verso gomma, plastica, carne e funghi. Non sono descrittori “facili”, me ne rendo conto, ma sono proprio quelli che rendono Le Rocher così riconoscibile.
C’è una componente organica evidente, quasi selvatica. Accanto a questa parte più sporca emergono sfumature terrose, vegetali e minerali. Non è un naso elegante nel senso classico, ti porta verso un’idea di distillato agricolo, artigianale, poco addomesticato.
Qui il parallelo con certi mezcal non è così fuori strada. Non perché Le Rocher sappia di agave, ma perché condivide quella sensazione di materia viva, fermentazione, rusticità e territorio.
Palato
Al palato è oleoso, complesso e decisamente fuori dagli schemi. L’ingresso non è aggressivo, nonostante la gradazione vicina ai 50%. La texture è bella piena e avvolgente. Tornano le sensazioni più funky percepite al naso, ma si aggiungono salamoia, frutta, terra e una parte più minerale. La salinità è uno degli elementi più interessanti. Tiene insieme la bevuta e dà profondità al sorso.
È un distillato che cambia mentre lo bevi. Per chi ama i profili agricoli, fermentativi e un po’ estremi, Le Rocher ha parecchio da dire.
Finale
Il finale è medio-lungo. Restano note minerali, terrose e leggermente sapide.
Considerazioni Finali
Clairin Le Rocher 2018 è un gran “rum”. Uso volutamente le virgolette perché la parola rum, qui, sta un po’ stretta. Siamo nel mondo dei distillati di canna, certo, ma con un’identità haitiana così forte da meritare una lettura propria.
Tra i Clairin assaggiati, Le Rocher è sicuramente uno dei più particolari. Ha un profilo meno immediato rispetto ad altri, ma proprio per questo risulta affascinante. Anche il parallelismo con certi mezcal rende questo distillato una bevuta interessante. Dall’altro lato, potrebbe non piacere a tutti.
Bevuto in purezza funziona benissimo, soprattutto se gli si concede tempo nel bicchiere. In miscelazione può essere ancora più divertente, perché porta nei cocktail una firma aromatica netta e riconoscibile. Come accade per qualsiasi distillato ad alta aromaticità, la bravura del bartender sta nel dosaggio.
Piccola curiosità, Le Rocher fa parte del blend di Clairin Communal.
A Chi È Consigliato
Il profilo estremamente particolare rende questo Clairin il più complesso da consigliare. Ci provo comunque.
Lo consiglio a:
- a chi ama la varietà e la particolarità del progetto Clairin – The Spirit of Haiti
- agli appassionati di fermentazioni spontanee e profili funky
- a chi beve anche mezcal e cerca distillati con forte identità territoriale
- a chi vuole sperimentare in miscelazione
Meno consigliato a chi cerca un rum morbido e facile da bere e a chi non ama sentori organici, terrosi e minerali.











