Recensione Caroni 23 yo Guyana Stock

Degustazione Rum Caroni 23 Guyana Stock

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57.18 %
N.D.
No
800.00

Descrizione

lCaroni 23 yo Guyana Stock è la release numero 36 della distilleria Caroni di Trinidad marchiata Velier. Questo Traditional Rum è imbottigliato e importato da Velier.

Storia Della Distilleria Caroni

La storia dell’iconica distilleria Caroni è un bel mix di realtà e leggenda e non poteva essere altrimenti vista l’attenzione mediatica che ha riscontrato nell’ultimo decennio, soprattutto tra gli appassionati di rum.

Ci troviamo a Trinidad, nella pianura del fiume Caroni, da cui prende il nome e l’acqua per il processo produttivo. Fondata nei primi del ‘900 (1918), la sua posizione, prossima ad una distilleria di zucchero, la rendeva autosufficiente nel reperimento della materia prima: melassa.

Nel 1936 la proprietà, statale, passa alla britannica Tate & Lyle. In questo periodo Caroni si contraddistingue per le forte aromaticità dei suoi rum tanto da diventare parte della miscela distribuita ai marinai della Royal British Navy (Tot). Nel corso degli anni la distilleria passa da un alambicco discontinuo in ghisa ad uno a colonna coffey in legno, a cui si aggiunge nel 1955 un ulteriore alambicco colonna.

Per preservare le forti aromaticità anche con le distillazioni in colonna si decide di distillare ad una bassa gradazione in modo da ottenere dei liquidi con alto contenuto di congeneri (che sarà, ed è ancora oggi, il carattere distintivo di questi rum).

Nel 1975, la crisi dell’industria dello zucchero riporta Caroni sotto la proprietà del governo di Trinidad. Di lì a poco vengono sostituiti gli alambicchi con una quadrupla colonna continua, una doppia colonna e un piccolo alambicco discontinuo in rame.

Perchè la Distilleria Caroni Chiude?

Si susseguono anni di perdite per la distilleria. Nel 2001 il governo tenta di vendere Caroni alla distilleria concorrente, Angostura. Dopo un breve periodo in cui si cerca di far ripartire l’azienda, tra il 2002 e il 2003 Caroni chiude i battenti, per sempre. Migliaia di persone restano senza lavoro. Delle circa 50 distillerie presenti a Trinidad nei tempi d’oro, oggi resta operativa solo Angostura.

Durante tutto il periodo di attività sono state rarissime, io non le ho mai viste, le release “dirette”, il business della distilleria era essenzialmente legato alla Royal Navy e alla vendita in bulk. 

Caroni si contraddistingue per le aromaticità forti, funky fino ad arrivare al cherosene e alla vernice, caratteristiche più vicine ai rum giamaicani.

Luca Gargano Scopre Caroni

Qui la storia inizia a farsi leggenda. Non mi dilungherò in questa sede ma per i più curiosi, consiglio la lettura del libro “Nomade tra i barili“.

Il riassunto del racconto vede Luca Gargano imbattersi nella distilleria Caroni nel 2004, durante uno dei suoi viaggi di ricerca e approfondimento sui distillati di canna da zucchero. Dopo aver assaggiato il contenuto di alcune delle botti, decide di acquistarle. Parliamo di circa 1400 cask di diverse annate, dai primi anni ’80 al 2000. A differenza di molti degli imbottigliatori indipendenti, sceglie di lasciare ad invecchiare le botti esattamente dove le ha trovate, presso la distilleria. Negli anni seguenti escono le prime release, nella ormai iconica bottiglia scura già collaudata per i Demerara. Oltre ai blend, vengono rilasciati diversi single cask. Gli ultimi ad uscire sono stati i Caroni Employees ed i Caroni Paradise. 

Scoppia la “Caronimania”, merito delle capacità di Luca e di Velier di saper posizionare il prodotto e ovviamente dell’unicità di questo distillato. La tiratura non è limitata, è finita. Questo rum non è più in produzione e ciò gli ha permesso negli anni di raggiungere la fama e, purtroppo, i prezzi che noi tutti oggi conosciamo.

Il business su Caroni non è finito qui, sono diversi gli esperimenti di invecchiamento di altri rum (e non solo) in ex-caroni cask, oltre a release di altri imbottigliatori indipendenti e libri che ripercorrono tutta la storia di questa distilleria che è ormai leggenda. Tutte le bottiglie, alcune introvabili, sono ormai preda dei collezionisti e raggiungono valori di diverse migliaia di euro.

Caroni 23 Guyana Stock Review

Caroni 23 Guyana Stock è un traditional rum di ben 23 anni con un angel’s share di oltre l’85%. Distillato di melassa fermentata nel 1994, è invecchiato presso la distilleria Caroni fino al 2008 per poi essere trasferito in Guyana alla DDL (patria dei Demerara). Il primo ad avere un doppio invecchiamento ed il più vecchio Caroni mai rilasciato (2017).  A voler esser precisi, potremmo dire che si tratta di un invecchiamento tropicale ed equatoriale. La sigla HTR, spesso associata a questo rum, sta per Heavy Trinidad Rum ed identifica un rum dalle forti aromaticità. In etichetta è indicato 100° Proof che indica una gradazione di circa 57,15% nel sistema britannico. Il metodo utilizzato per determinare se un rum era a prova (Proof) consisteva nell’impregnare della polvere da sparo con il rum e tentare di accenderla. Se la polvere da sparo bagnata di rum bruciava ancora, il rum era classificato come “proof spirit” e considerato di qualità sufficiente per essere accettato dalla Royal Navy. Esiste anche una versione Full Proof a 59% abv, con una tiratura più limitata e ovviamente prezzo più elevato. Peccato non avere dettagli sul metodo di distillazione, presuppongo colonna, ma considerando la storia ed il numero di alambicchi presenti in distilleria non ci metterei la mano sul fuoco.

Caratteristiche Caroni 23 yo HTR Guyana Stock

Questo Caroni 23 Guyana Stock ha un colore ambrato con tonalità scure. Il naso è forte pur restando elegante: catrame, leggera banana, mango, vaniglia, leggera colla e legno. Al palato aumenta molto la componente “legno”. A contorno troviamo vaniglia, caramello, caffè, spezie e torna l’immancabile nota di idrocarburi unita a solventi e medicinali. Questa è una caratteristica che contraddistingue i Caroni, anche se qui sembra essere più delicata rispetto a quanto mi aspettassi. Appena aperto dimostra un equilibrio non perfetto tra le varie aromaticità ma tutto cambia dopo averlo fatto riposare o se si ha di fronte una bottiglia aperta da un pò di tempo. L’alcool è ben integrato. Finale: sembra non finire mai, tendente un pò all’amaro, forse per gli eccessivi tannini.

Questo è uno dei Caroni più divisivi all’interno della comunità degli appassionati di Rum. Devo ammettere che la prima volta che l’ho provato non ne capivo il motivo (bottiglia aperta da diverso tempo). A distanza di alcuni mesi ho avuto modo di riassaggiarlo, questa volta, a differenza del primo assaggio, si trattava di una bottiglia appena aperta. Ho capito perchè è divisivo.

Perchè i Pareri su Caroni 23 Sono Contrastanti?

Come detto anche da Luca Gargano in alcune interviste, 23 anni è il tempo limite di invecchiamento che può sostenere un Caroni. Caroni 23 Guyana Stock migliora di molto con l’ossidazione (bottiglia aperta da un pò o lasciandolo riposare nel bicchiere per diverso tempo). Credo che i pareri contrastanti siano essenzialmente dovuti al diverso grado di ossidazione al momento della degustazione. Con il passar del tempo le note del legno, e in particolare l’amaro, dovuto ai tannini, tende ad attenuarsi dando molto più spazio alle aromaticità tipiche Caroni.

A mio parere, il rum “ossidato” meriterebbe una valutazione di 4 (su una scala da 4 a 5), il rum appena aperto viaggia invece poco sopra il 3 della medesima scala. Per questo motivo ho dato la valutazione che vedete in tabella. Nel complesso non è il miglior Caroni che potreste provare ma è comunque un pezzo di storia unica.

Informazioni aggiuntive

Brand

Esteri

N.D.

Gradazione

Livello

Nazione

Suddivisione Esteri

Suddivisione Gradazione

Valutazione

Zuccheri/Additivi

No

Tipologia

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