Recensione J. Bally Art Déco 2

Degustazione Rum J. Bally Art Déco 2

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43.5 %
N.D.
No
> 24/h
145.00
Rum Lovers

Descrizione

J. Bally Art Déco #2 è un rhum agricole AOC della Martinica prodotto dalla distilleria Saint James e distribuito da Velier. Ho provato questo rum diverse volte, la prima è quella immortalata in foto, durante un evento di J. Bally al Vesta Fiori Chiari di Milano.

Storia del Brand J. Bally

La storia del brand J. Bally inizia nel 1670 con l’Habitation Lajous, acquisita nel 1917 da Jacques Bally, un giovane ingegnere che costruisce, sui resti del vecchio zuccherificio, un’innovativa distilleria. J. Bally introdusse la distillazione in colonna creola ed iniziò ad invecchiare una parte della produzione fin dal 1924. Nel 1930, progettò le iconiche bottiglie a forma di piramide e le bottiglie “carré”, rivoluzionando il packaging e la commercializzazione del rhum, ben prima delle normative del 1950 che ne avrebbero reso obbligatoria la vendita in bottiglia.

Sotto la guida di Jacques e di suo figlio, il brand Bally consolidò la sua reputazione, producendo millesimati che lo posizionarono come uno dei migliori rhum agricole al mondo. Dopo la morte di Jacques nel 1963, la gestione passò al nipote.

Negli anni ’80 e ’90, il marchio ha affrontato cambi di proprietà e di processo produttivo, con la produzione trasferita temporaneamente alla distilleria Saint James nel 1976 e poi a Du Simon (1987), sotto la guida di Yves Hayot. Nonostante tutti questi spostamenti, la colonna creola utilizzata per la distillazione di J. Bally non è mai stata sostituita, preservando l’eredità di qualità e innovazione stabilita da Jacques Bally. Nel 1997, il brand torna di nuovo sotto le fila di Saint James che pur mantenendo completamente distinta la produzione, decide di sostituire la colonna creola, ormai esausta.

Nel 2003 J. Bally, insieme a Saint James, vengono ceduti da Cointreau a La Martiniquaise, una delle più grandi società al mondo produttrici di liquori.

J. Bally fa parte del ristretto numero di distillerie certificate AOC (Appellation D’Origine Contrôlée).

Recensione Rhum J. Bally Art Déco #2

J. Bally Art Déco #2 è la seconda edizione di una versione limitata di questo brand (2021). La prima vantava una tiratura di 3000 bottiglie, questa è limitata a 6.000. Rhum agricole AOC: distillazione in colonna creola di puro succo di canna con una fermentazione entro le 72 ore (limite massimo concesso dal disciplinare).

La gradazione alcolica è ridotta al 43,5%, la bottiglia è la classica “piramide” Bally. Siamo di fronte ad un blend di 3 millesimati: 1999 (16 anni) , 2006 (15 anni) e 2007 (12 anni). Non conosco le percentuali del dosaggio, ma posso osare dicendo che si tratta di un rhum invecchiato mediamente 13/14 anni in clima tropicale (non poco). A parte il 2007 (rovere americano), le altre annate sono state invecchiate in botti di rovere francese (info per i più nerd). Il nome è un omaggio a l’Art Déco, movimento artistico nato negli anni ’20 che puntava ad un ritorno al rigore classico con una particolare enfasi alle forme geometriche (vedere etichetta per credere).

Color rame che tende all’arancio scuro. Al naso si percepisce la sua origine “agricole” con una buona dose di note legnose e fruttate. Con una buona aereazione vengono fuori aromi di scorza d’arancia, fiori e spezie, con i primi prevalenti. Nel complesso, ben equilibrato. L’eleganza viene confermata dal palato dove torna quanto percepito dal naso insieme a cioccolata fondente e aromaticità più vegetali. In gola e nel finale (non particolarmente lungo) si percepisce una tonalità agrumata leggermente amara.

Non sono un fan sfegatato dei rhum J. Bally, in particolare per le versioni “base”. Tra gli agricole son quelli che hanno un gusto più “particolare”, cosa a cui non sono ancora molto abituato. Aggiungo che non sono un amante dei rhum agricole invecchiati mentre mi piacciono molto i rhum agricole bianchi. Sicuramente per gli amanti di questo brand e degli agricole invecchiati, il mio voto può essere rivisto al rialzo. Nel complesso posso dire che è un buon rhum, mi ha stupito e lo preferisco di gran lunga agli altri rum J. Bally che ho bevuto in questi anni (non molti in realtà). Il mix delle diverse annate è sicuramente riuscito, la gradazione, pur bassa rispetto ai miei canoni, è ben pensata.

Durante l’evento al Vesta Fiori Chiari ho avuto la fortuna di abbinare questo rum con il dessert, un tiramisù: abbinamento eccezionale che consiglio!

Informazioni aggiuntive

Brand

Esteri

N.D.

Gradazione

Livello

Nazione

Persistenza nel Bicchiere

Suddivisione Esteri

Suddivisione Gradazione

Tipologia

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Valutazione

Zuccheri/Additivi

No

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